giovedì 1 dicembre 2016

Pasta di lenticchie rosse, broccoli e polpettine di lenticchie


Vi presento un piatto, ideato da me, dalle notevoli qualità nutritive. 
E’ una miniera di nutrienti fondamentali ed è un piatto originale, per scoprire sapori nuovi e non mangiare sempre le stesse cose ottenendo così un’alimentazione sana, varia ed equilibrata.
v La pasta che ho utilizzato è fatta con la farina di lenticchie rosse, è ricca di proteine, ferro, fibre ed è ad basso indice glicemico per cui è adatta agli sportivi, agli anemici, a chi soffre di stipsi e di diabete ma anche e soprattutto a vegetariani e vegani! Poichè priva di glutine,  è ottima per chi ha un'intolleranza e anche per i celiaci (in questo caso, verificare in etichetta che possa essere consumata in caso di celiachia perchè la presenza o meno di tracce di glutine dipende dallo stabilimento di produzione). Ormai si trova molto spesso al supermercato, e richiede pochissimi minuti di cottura.
v Le polpettine le ho preparate con le lenticchie rosse cotte con cipolla e origano (ma potete mettere tutte le erbe e le spezie che volete) e fatte asciugare bene in padella, con aggiunta di farina di ceci per rendere l’impasto lavorabile (ma va bene qualsiasi farina integrale, se proprio non la trovate).
v I broccoli sono ricchi di fibre, sostanze ad azione antitumorale e Vitamina C, utile per l’assorbimento del Ferro.

Procedimento
-Io ho assemblato le polpettine e poi le ho cotte al forno con un filo d’olio (15 minuti a 180 °), ma volendo si possono cuocere in padella oppure anche nel sugo.
-Ho cotto i broccoli a vapore e poi li ho soffritti in padella con olio evo.
-Una volta cotta la pasta, ho unito in padella la pasta con i broccoli e le polpettine e ho condito con un cucchiaino di gomasio.

Buonissima!
Buon nutrimento a tutti!

domenica 27 novembre 2016

Burgers vegetali di lenticchie facilissimi!



Molte persone mangiano i legumi nel modo tradizionale, cioè a zuppa, ma esistono tantissimi modi per renderli più sfiziosi e gustosi.
Questi burgers di lenticchie sono semplicissimi da fare e ricchi di nutrienti importanti 😊
Le lenticchie infatti sono legumi ricchi di proteine vegetali, Ferro e Calcio. Sono molto digeribili e hanno un elevato contenuto di fibre quindi sono molto utili per chi soffre di stipsi e tengono sotto controllo i livelli di zuccheri e di colesterolo nel  sangue.
Per preparare questi burgers l'unico accorgimento è quello di avere delle lenticchie asciuttissime. Io le ho fatte asciugare in padella fin quando non si è formata una specie di purea e ho spento poco prima che si attaccasse.
Schiacciate questa purea di lenticchie con la forchetta e aggiungete le spezie o el erbe aromatiche che vi piacciono. Io ho aggiunto solo origano ma ci stanno molto bene il timo, il curry o la curcuma.
A questo punto formate con la mani i burgers, se il composto dovesse risultare troppo molle potete aggiungere farina di ceci o farina di frumento (magari integrale).
Disponete sulla carta forno e cospargete con un filo d'olio extravergine d'oliva.
Mettete in forno caldo per circa 15 minuti a 180 °.
Io li ho accompagnati con carote al vapore condite con gomasio.

Buon nutrimento a tutti!😉

sabato 26 novembre 2016

Oggi parliamo del gomasio...un condimento buonissimo e dalle proprietà curative


Il gomasio è un condimento tipico della cucina asiatica a base di semi di sesamo tostati e macinati e sale marino integrale. In realtà non si tratta solo di un condimento ma di un prodotto naturale dalle numerose proprietà benefiche tanto che nella cucina macrobiotica viene utilizzato a scopo terapeutico. Oltre ad avere il pregio di ridurre l’uso del sale, il gomasio possiede tutte le proprietà dei semi di sesamo.
E’ nutritivo e remineralizzante.
Il sesamo infatti ha un elevato valore nutrizionale in quanto è ricco di proteine, molte vitamine (B1, B2, B6, A, E, D e PP) e minerali, in particolare Calcio, Fosforo e Ferro. Tra i grassi troviamo i grassi polinsaturi della serie omega 3, dalle proprietà antinfiammatorie e protettive nei confronti delle malattie cardiache. Tutti questi componenti sono fondamentali per il buon funzionamento del sistema nervoso e per potenziare le difese immunitarie. Per il suo elevato potere nutritivo è consigliato in caso di stanchezza e affaticamento, e come un vero e proprio integratore nell’alimentazione vegetariana e vegana. Il gomasio è anche alcalinizzante e disintossicante.
Regola i livelli di colesterolo nel sangue.
Nel sesamo sono presenti due sostanze, sesamina e sesamolina, che sono capaci di controllare livelli di colesterolo nel sangue prevenendo le patologie cardiovascolari come l’arteriosclerosi.
E’ un aiuto contro l’ipertensione.
Qualora venga sostituirlo al sale come condimento, il gomasio aiuta a ridurre l’apporto di sodio al nostro organismo insaporendo lo stesso le pietanze.
Regola le funzioni dell’apparato digerente.
Il gomasio è facilmente assimilabile e digeribile, favorisce le funzioni digestive, regolarizza l’intestino e ha un potente effetto antinausea. Inoltre, grazie alla presenza di sesamina, protegge il fegato dai danni derivanti dall’ossidazione.
Come usarlo in cucina?
A causa del suo elevato apporto calorico, il gomasio va usato con parsimonia..circa un cucchiaio al giorno. Il gomasio può essere aggiunto su verdure, insalate, salse, cereali ed è preferibile usarlo a crudo per beneficiare delle sue importanti qualità nutrizionali, quindi meglio aggiungetelo nel piatto dopo la cottura.
Dimenticavo di dire che è BUONISSIMO e crea dipendenza, io ormai lo metto su tutto!
Dopo tutte queste proprietà, cosa aspettate a provarlo?

Dove trovarlo e come produrlo a casa?
Ormai è possibile trovare il gomasio in tutti i negozi che vendono alimentari, di solito nel reparto biologico. Per chi lo volesse, è possibile prepararlo in casa con molta facilità. Occorre solo sale (preferibilmente marino integrale), un mortaio e semi di sesamo. Per produrre circa 100 grammi di gomasio occorrono 7 cucchiai di semi di sesamo e 1 cucchiaio di sale marino integrale grosso. Questo rapporto tra i due ingredienti è l’ideale ma volendo, in base al proprio gusto, si può arrivare anche a 20-30 parti di sesamo e 1 di sale. Spargete i semi di sesamo (sciacquati e scolati) su una teglia rivestita da carta forno e infornate per 15 minuti a 100 °, senza far fumare o bruciacchiare il sesamo (questo porterebbe alla produzione di una sostanza amara e tossica). Per verificare che siano ben tostati raccogliete i semi con un cucchiaio ben asciutto, se rimangono attaccati al cucchiaio significa che il sesamo non è ancora tostato correttamente. Terminata la tostatura, il sesamo va lasciato raffreddare. Pestate quindi il sale nel mortaio e poi aggiungete il sesamo freddo, pestando con movimenti circolari fino ad ottenere una polvere di medie dimensioni. Il gomasio così ottenuto si può conservare in frigo in un barattolo di vetro, massimo per una settimana. 

mercoledì 9 novembre 2016

Trucchi per rendere i legumi più digeribili


Si possono mangiare i legumi senza avvertire fastidiosi gonfiori addominali?
La risposta è sì, ma con dei piccoli accorgimenti che fanno la differenza:
1)   Consumare legumi regolarmente. L’ideale sarebbe mangiare legumi anche 4-5 volte a settimana (di più vegetariani e soprattutto vegani). Consumando legumi più spesso, infatti, il nostro organismo si abituerà a digerirli. Quindi non vi preoccupare se avvertite gonfiore dopo averli mangiati, se non li mangiavate da diverso tempo. Il mio consiglio è di incrementare il loro consumo in maniera graduale e, fatto questo, mangiarli in maniera regolare. Consumando legumi più spesso in breve tempo non avvertirete più gonfiore addominale.
2)   Lasciare in ammollo per il tempo necessario. L’ammollo serve sia per rendere i legumi morbidi sia per far rilasciare in acqua sostanze anti-nutrienti. Di solito i tempi di ammollo sono riportate sulle confezioni. Generalmente sono necessarie 12-15 ore fino anche a 24 ore per i legumi più vecchi. Le lenticchie mignon non richiedono ammollo oppure solo qualche ora, mentre per quelle giganti qualche ora è sufficiente. L’acqua dell’ammollo deve essere 3 volte il volume dei legumi secchi e non deve essere riutilizzata per la cottura. Per rendere i legumi più morbidi si può aggiungere un pizzico di bicarbonato nell’acqua di ammollo, però esso ne diminuisce le proprietà nutritive. Consiglio di aggiungerlo soprattutto per i legumi secchi che sono rimasti per troppo tempo in dispensa e che necessitano sicuramente di una cottura più lunga del previsto. Quindi non tenete troppo i legumi in dispensa perché più i legumi sono vecchi, più saranno duri prolungando la cottura. Per renderli più morbidi ci sono alcuni trucchetti da usare in cottura:
-Cuocete i legumi coperti dall’acqua a fiamma bassa per qualche ora, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno e coperti parzialmente dal coperchio. L’ideale sarebbe cuocerli in pentola a pressione, riducendo i tempi di cottura, o in pentole di terracotta o, come si faceva una volta, nella “pignata” accanto al fuoco del camino.
-Non aggiungete mai il sale all'inizio o durante la cottura dei legumi. Esso indurisce l’involucro esterno dei legumi rendendo la cottura più lunga, quindi va aggiunto a cottura ultimata.
-Aggiungete in fase di cottura verdure come sedano e carote, erbe aromatiche come alloro, origano, semi di finocchio o anche un pezzetto di alga Kombu. Oltre ad insaporire, migliorano la digeribilità dei legumi e hanno proprietà carminative ossia ostacolano le fermentazioni e riducono la formazione di gas intestinali prevenendo il gonfiore.
3) Bere una tisana digestiva dopo aver consumato legumi. Un ottimo aiuto contro la fermentazione intestinale è bere una tisana ai semi di finocchio, allo zenzero, all’anice e alla menta.

-Tutti questi piccoli consigli renderanno i legumi molto più digeribili. Sarebbe un peccato non consumare i legumi solo per paura di gonfiori addominali, che può essere facilmente risolto. I legumi sono alimenti preziosi, ricchi di proteine vegetali, vitamine, sali minerali, e sostanze che aiutano a ridurre i livelli di zuccheri e colesterolo nel sangue. E poi, danno sazietà e aiutano a ristabilire l’equilibrio della flora batterica intestinale, grazie alla loro attività prebiotica, quindi sono amici dell’intestino e non il contrario.

-All’inizio consumate lenticchie decorticate, che non avendo l’involucro esterno non necessitano di ammollo e sono molto più digeribili. Potete poi passare a fagioli cannellini e successivamente ad altri tipi di fagioli e ceci, che risultano meno digeribili.

 Non rinunciate alle preziose proprietà dei legumi solo perché vi gonfiano, ma mettete in pratica questi consigli e vedrete la differenza!!



martedì 8 novembre 2016

Consigli e rimedi per guarire in fretta da raffreddore e influenza


Siete già stati colpiti dai sintomi del raffreddamento?
 Per accelerare il processo di guarigione è necessario seguire un’alimentazione corretta, stare a riposo (quando è possibile) e seguire qualche consiglio utile:
1. Assumere molti liquidi, per reintegrare le perdite idriche. Via libera quindi a spremute di arance, infusi, centrifugati (per reintegrare i sali minerali e le vitamine sono ottimi il succo di carota e di barbabietola)
2. Consumare alimenti ricchi di Vitamina C, che stimola il sistema immunitario
3. Dolcificare con il miele che aiuta a disinfettare le prime vie respiratorie e a fluidificare le secrezioni. I migliori sono di eucalipto, lavanda e acacia.
4. Assumere aglio e cipolla che oltre ad avere proprietà antibatteriche sono anche espettoranti
5. Diminuire l’assunzione di farine raffinate, latte e derivati che aumentano la secrezione di muco e quindi la produzione di catarro ed eliminare cibi in scatola che indeboliscono il sistema immunitario a causa della presenza di additivi; salumi e carni grasse in quanto i grassi rallentando la digestione indeboliscono l’organismo.
6. Mangiare frutta e verdura di stagione che sono ricchi di antiossidanti e principi attivi che stimolano il sistema immunitario e di vitamine e sali minerali utili per ricaricare l’organismo indebolito
7. Per fluidificare i catarro l’ideale è consumare brodi caldi di verdura, aglio, cipolla e sedano e anche mele e pere cotte e dolcificate con qualche goccia di miele
8. Aumentare l’assunzione di alimenti integrali in quanto le fibre consentono un miglior funzionamento del colon e quindi un ottimale svolgimento della sua funzione immunitaria
9. Usare lo zenzero: nella medicina cinese è usato per le malattie da raffreddamento in quanto questa radice drena l’accumulo di catarro, favorisce l’espulsione delle scorie ed è antinfiammatorio per le vie respiratorie
10. Aggiungere alle tisane un cucchiaino di cannella, antinfiammatoria per la gola, chiodi di garofano che svolgono un’azione antidolorifica per la gola, tiglio che stimola la sudorazione e abbassa la febbre, echinacea che rafforza il sistema immunitario.
Ecco qualche ricetta naturale che possiamo preparare facilmente:
Tisana allo zenzero 
La tisana allo zenzero si prepara semplicemente sbucciando una radice di zenzero fresco e tagliandola in piccoli pezzetti. Si fa bollire lo zenzero (circa 3 cm per una persona) in un pentolino di acqua per 10 minuti, si spegne, si scola e si aggiunge un cucchiaio di succo di limone, un cucchiaino di miele e un aglio intero schiacciato (quest’ultimo può essere omesso). Coprire per 10 minuti e poi bere. Si può preparare una quantità maggiore e conservare il preparato in frigo per qualche giorno.
Sciroppo di cipolla
In caso di tosse, i più audaci possono preparare lo sciroppo di cipolla. Può essere preparato con metodo a freddo o a caldo. Metodo a freddo: tagliare una cipolla a fettine molto sottili. Stratificare in un recipiente di vetro con il miele finchè non si esaurisce la cipolla, ricoprendo di miele anche l’ultimo strato. Lasciare per 24 ore a macerare. Filtrare e conservare in una bottiglia lavata e sterilizzata. Assumere un cucchiaio 3 volte al giorno, aggiungendo magari del succo di limone. Metodo a caldo: tagliare una cipolla a pezzi e farla bollire con due bicchieri di acqua per circa 10 minuti, spegnere il fuoco e lasciare riposare per 5 minuti. Aggiungere quindi due cucchiaini di miele e 2 cucchiai di succo di limone. Bere due cucchiai due o tre volte al giorno.

Sciroppo di zenzero, miele e limone
Per questo sciroppo occorrono: 1 limone biologico, 1 pezzo di zenzero fresco (circa 3 cm), miele biologico (quanto basta), un barattolo di vetro da 250ml.
Tagliare a fette sottili i limoni con la buccia e lo zenzero. Mettere le fette nel barattolo di vetro, alternandoli. Scaldare a bagnomaria il miele per farlo diventare liquido e versare il miele nel barattolo. Riempire fino alla fine, muovendo il barattolo in modo che non ci ciano bolle. Chiudere il barattolo e conservare in frigo per una settimana. E’ possibile scaldare tutto a bagnomaria per conservare più a lungo.

Buona guarigione!





giovedì 27 ottobre 2016

Grani antichi: un ritorno al passato


I grani antichi sono grani autentici ossia che non hanno subito modificazioni per aumentarne la resa, quindi non sono stati selezionati da parte dell’uomo nel corso degli anni e non sono stati modificati geneticamente.  Nel tempo i grani antichi stanno scomparendo, a favore di grani moderni irradiati e trattati perché economicamente più proficui. Con il progetto Mulinum di San Floro (www.mulinodisanfloro.it), un giovane calabrese, Stefano Caccavari, è riuscito a recuperare i grani antichi valorizzando il nostro territorio e tutelando la sua biodiversità in quanto essi, a causa di una resa più bassa rispetto ai grani moderni, rischiano di scomparire definitivamente.
Il consumo di farine e prodotti derivanti da questi grani ci permette sia di incrementare il loro valore storico e culturale, sia di guadagnare in termini di salute. Infatti, i grani antichi hanno diversi vantaggi:
Hanno un minore quantitativo di glutine
I grani antichi hanno un contenuto di glutine minore rispetto ai grani moderni, per cui risultano più digeribili e assimilabili, ed allontanano il rischio di sviluppare l’intolleranza al glutine. Il glutine è un complesso proteico che conferisce elasticità agli impasti, favorendo la lievitazione, e resistenza degli stessi alla cottura. I grani moderni contengono un elevato quantitativo di glutine, peraltro più forte, rispetto ai grani del passato, e questo aumento sembra essere dovuto alla concimazione con i nitrati. Questo ha portato a facilitare e accelerare i processi tecnologici di lavorazione del grano e di produzione dei prodotti di panificazione, senza però produrre effetti positivi a livello nutrizionale. Al contrario, secondo molti studi, la diffusione della celiachia e l’aumentata frequenza di sensibilità al glutine sono dovute proprio all’elevata presenza di glutine nei grani moderni. La celiachia è una infiammazione cronica intestinale causata dall’ingestione di glutine in soggetti predisposti geneticamente che provoca lesioni intestinali a causa di una reazione del sistema immunitario. Questo porta a malassorbimento con conseguente perdita di peso, carenza di nutrienti, dermatiti, fino a conseguenze gravi come l’infertilità e l’aborto, se non curata.  La sensibilità al glutine, invece, si sta diffondendo sempre di più negli ultimi anni e si manifesta con dolori e gonfiori addominali, eczemi e cefalea. Il grano moderno, non contiene solo un maggiore contenuto di glutine, ma anche un aumento di una sua frazione, la gliadina, rendendo il glutine più forte. Ne consegue che, avendo un contenuto di glutine inferiore, il consumo di grani antichi, riduce la possibilità di diventare sensibili al glutine. 

Hanno effetti positivi sulla salute

Uno studio condotto dalle Università di Pisa e di Firenze ha dimostrato che il consumo di pane prodotto dalla farina macinata con mulino a pietra con una vecchia varietà di frumento italiano, la varietà Verna, porta effetti benefici su alcuni fattori lipidici e infiammatori. In particolare, nei soggetti che hanno assunto questo tipo di pane sono stati evidenziati minori livelli di colesterolo cattivo e di markers infiammatori e dell’aterosclerosi, rispetto a chi consumava pane prodotto con grani moderni, concludendo che un consumo regolare di tale vecchia varietà di pane integrale può essere utile a ridurre i rischi cardiovascolari della popolazione in generale. Questi effetti benefici sulla salute sembra siano dovuti alla maggiore presenza, nei cereali integrali, di fibra alimentare e alla maggiore variabilità di micronutrienti ossia vitamine, minerali, antiossidanti e sostanze fitochimiche biologicamente attive.  

Sono meno raffinati grazie alla macinazione a pietra, ed hanno un sapore migliore
I grani antichi del Mulinum di San Floro vengono lavorati con la macinazione a pietra, quindi la farina che si ottiene non subisce quel processo di raffinazione e conseguente impoverimento dei nutrienti presenti nelle parti esterne del chicco, che invece troviamo nel grano moderno. Utilizzando il mulino a pietra vengono preservate le caratteristiche organolettiche della farina e mantenuti intatti i nutrienti grazie alla temperatura che risulta essere bassa per la scarsa velocità di movimento della ruota mobile durante il processo di molitura. Inoltre viene garantito un prodotto con caratteristiche organolettiche uniche, un odore ed un gusto più intenso, che il prodotto raffinato non potrà mai avere.
Vediamo ora le principali proprietà dei grani antichi utilizzati dal Mulinum di San Floro:
Varietà Senatore Cappelli

Il grano duro Senatore Cappelli è una varietà di frumento ottenuta agli inizi del XX secolo dal genetista Nazareno Strampelli presso il Centro di Ricerca per la Cerealicoltura di Foggia. Il nome caratteristico è in onore del marchese Raffaele Cappelli, senatore del Regno d'Italia, che aveva messo a disposizione varie risorse (campi sperimentali, laboratori ecc) sostenendo l’attività di ricerca di Strampelli. E’ stata per decenni la coltivazione più diffusa del meridione grazie alla resistenza alle avversità climatiche, alla sua adattabilità ed eccellente qualità e per questo definita “razza eletta”. E’ considerata una varietà antica pregiata con caratteristiche nutrizionali eccellenti: contiene infatti un certo quantitativo di proteine, lipidi, vitamine e sali minerali. La farina Cappelli rappresenta quindi un’alternativa più salutare rispetto alla farina del grano duro moderno per la preparazione di prodotti di panificazione a cui dona, peraltro, un’ottima digeribilità e un sapore rustico ed intenso.
Varietà Verna

La varietà Verna è stata molto apprezzata in passato perché caratterizzata da elevata rusticità ma negli anni è stata un pò abbandonata a causa della sua scarsa produttività. Questo tipo di grano contiene il 12% di proteine e la farina che si ottiene presenta solo lo 0,9% di glutine rispetto al 13-14% di media delle farine tradizionali.
Maiorca

Questa varietà, molto antica, era coltivata un tempo in tutta la Sicilia, oggi anche in Calabria. Si distingue per l’altezza della spiga superiore agli altri grani. E’ un grano tenero col chicco bianco da cui si produce una farina morbida dalle ottime proprietà di panificazione e presenta un alto contenuto proteico, circa 8,5 grammi di proteine per 100 grammi di prodotto. E’ facilmente digeribile, in quanto contiene circa il 50 % in meno di glutine rispetto al grano moderno.
Grano tenero Rosso Rubeum

Questo tipo di grano è coltivato in Calabria. E’ caratterizzato da una spiga abbastanza alta con un colore rossiccio quando è maturo. Come tutti i grani antichi ha un buon contenuto di proteine, ma poco glutine e conferisce ai prodotti di panificazione profumi e sapori intensi.


I grani antichi rappresentano oggi un’ottima riscoperta  per la nostra salute perchè più ricchi dal punto di vista nutrizionale, e per il nostro palato in quanto conservano profumi e sapori antichi. Grazie a Stefano che ha dato vita a questo progetto, possiamo assaporare i grani antichi così come facevano i nostri nonni.


Dott.ssa Barbara Ziparo, Biologa Nutrizionista

mercoledì 26 ottobre 2016

Proteggiamoci dai malanni di stagione con gli alimenti giusti


L’influenza è alle porte? Facciamo il pieno di alimenti che ci aiutano a prevenirla e a combatterla più velocemente!
Alcuni alimenti, infatti, sono in grado di prevenire raffreddore e influenza in quanto fortificano il nostro sistema immunitario, il quale ci difende da virus e batteri.
Alimenti ricchi di vitamina C. La vitamina C agisce potenziando il nostro sistema immunitario, proteggendoci dalle malattie. La troviamo negli agrumi ma non solo. E’ presente in grandi quantità in kiwi, broccoli, cavoli, verze e frutti rossi.
L’aglio, grazie alla presenza di numerosi componenti dello zolfo tra cui l‘allicina, ha proprietà antibiotiche e antivirali. Può risultare indigesto oppure provocare un alito fastidioso, in questi casi può essere assunto in capsule acquistate in erboristeria.
Il germe di grano è ricco di zinco, un minerale fondamentale per garantire il buon funzionamento del sistema immunitario. Possiamo aggiungerne qualche cucchiaino nelle insalate o nello yogurt.
I funghi contengono betaglucani, selenio e licina che potenziano il sistema immunitario.
I legumi sono ricchi di proteine, ferro e vitamine del gruppo B utili al miglioramento delle difese immunitarie.
Le mandorle contengono nella loro buccia sostanze chimiche capaci di rafforzare i globuli bianchi e quindi di impedire l’attacco da parte dei virus nel nostro corpo.
Tè nero e tè verde.  Secondo uno studio dell’Università di Harvard, bere 5 tazze di tè nero al giorno, grazie al contenuto di teanina, viene quadruplicata la forza del nostro sistema immunitario. Anche il tè verde è molto utile a rinforzare il sistema immunitario grazie alla ricchezza di polifenoli.
Carote e zucca aiutano a rinforzare il sistema immunitario, grazie all’abbondanza di betacarotene, un antiossidante, e preziose vitamine e sali minerali.
Fermanti lattici. Più del 50 % delle difese immunitarie è localizzato nell’intestino, ma per un suo ottimo funzionamento è necessario un riequilibrio della flora batterica intestinale che si sfasa a causa di una cattiva alimentazione o per lo stress. Possiamo assumere fermenti lattici tramite yogurt contenenti Lactobacillus acidophilus e Bifidobacterium lactis e bifidum oppure tramite integratori.
Il cacao potenzia l’attività dei linfociti, cellule capaci di difenderci dalle infezioni.
La propoli grezza presenta proprietà immunostimolanti e antivirali grazie alla ricchezza di flavonoidi e altre sostanze dall’attività antibiotica.
Curcuma.  Oltre ad avere una spiccata azione antinfiammatoria e antiossidante, questa spezia è in grado di contrastare efficacemente alcuni virus e batteri grazie alla presenza di una sostanza, la curcumina, che sembra essere capace di aumentare i livelli di una proteina che regola la risposta immunitaria.

Qualche esempio per rinforzare al meglio le nostre difese immunitarie?
-A colazione prepariamo una coppetta con uno yogurt magro, 5 mandorle, 1 cucchiaino di cacao, 1 cucchiaino di germe di grano e una manciata di frutti rossi o 1 kiwi

-A pranzo o a cena possiamo preparare una zuppa di legumi e funghi con una spolverata di curcuma con contorno di zucca al forno.